Volevo nascere vento. Andrea Gentile
- Peacock
- 5 giu 2020
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 9 giu 2020

Rita, la protagonista del racconto, è la figlia di Vito Atria, un mafioso di Partanna, e sorella di Nicola, anche lui mafioso, ucciso durante l'inaugurazione della sua pizzeria. La ragazza, segnata da questo duplice omicidio, a diciassette anni decide, con la vedova del fratello, di fuggire dalla sua città e rifugiarsi a Roma, dove, sotto falsa identità inizia a collaborare con Borsellino, fino alla sua morte. Questi i fatti reali. Da questi eventi, lo scrittore prende spunto per provare a raccontare in maniera romanzata, gli ultimi attimi della ragazza, immaginandosi i suoi colloqui con il magistrato, il suo amore con Gabriele, anch'egli realmente esistito, i dialoghi con Piera, l'altra collaboratrice di giustizia. Un racconto toccante, che comunque lascia per il suo triste epilogo un senso di vuoto, lo stesso che ha sentito Rita, quando l'ultima persona sulla quale aveva riposto fiducia, ovvero Borsellino, viene fatto saltare in aria. 7 giorni che coprono la distanza fra le due morti, che sembrano un'eternità. Una "picciridda" coraggiosa, la cui storia tutti i ragazzi dovrebbero conoscere, affiancandola a quella dei due magistrati che hanno cercato di sconfiggere il Mostro, come lei stessa lo chiamava. L'autore, all'interno del racconto, ha deciso di far parlare Rita, riportando alcuni suoi scritti, non ultimo il suo tema di maturità, guarda caso su Giovanni Falcone.

Frasi del libro
"Da quei microfoni Peppino sfotteva il Mostro. E studiava, Sapeva tutto di quali erano i trucchi del Mostro, di come fosse penetrato nelle istituzioni."
"Mi diceva: -Io sono il paciere di Partanna. - E a me sembrava bello che mettesse pace. Ho tanti ricordi, troppi. Ho una storia lunga. Sei stato fortunato ad incontrarmi, Gabriele,"
"Però qui non sei sola. Hai Piera. E poi hai me. Ho sentito una vampata, è un angelo ho pensato. Ma non gliel'ho detto, per non farlo sentire troppo importante."
"Volevo nascere vento. Per soffiare a Piera e Vita Maria, quando fa troppo caldo. Vento che riposa, vento che salta, vento che spinge, vento che dorme, vento che si tuffa, Guardo giù, ora, nel precipizio. Volevo nascere vento. Vento che vola, lassù."
Nota
Ho pensato molto sul caso di pubblicare la foto di Rita. Alla fine ho scelto di farlo per non dimenticare ciò che lei ha fatto, la sua forza il suo dolore. L'altro motivo è che le tre morti di Falcone, Borsellino e Rita sono strettamente collegate e non vanno divise.
Il libro, consigliabile dagli 11 anni in su, è distribuito da Oscar Junior Mondadori
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