top of page

Cose di cosa nostra

  • Immagine del redattore: Peacock
    Peacock
  • 23 mag 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

Parlare di Giovanni Falcone è un atto doveroso oggi che ricorre l'anniversario della strage di Capaci, dove persero la vita non solo il magistrato ma anche sua moglie e la scorta. Il testo che ha scritto, con la collaborazione di Marcelle Padovani, rappresenta quasi un testamento su ciò che era la mafia all'epoca. Con analisi dettagliata Falcone spiega come è arrivato a conoscere le dinamiche interne della struttura, ne indaga la psicologia a partire dalle piccole cose, come le differenti tipologie di armi usate dai criminali ed il relativo messaggio che volevano lasciare i boss usando questo o quello strumento di morte.

Un omicidio non è fine a se stesso, ma arriva dopo studi sul come e cosa mandare come messaggio.

Falcone fa un affresco di quello che ha potuto apprendere tramite i collaboratori di giustizia dell'epoca; analizza quindi il suoi dialoghi con personaggi come Buscetta, Mannoia, e tanti altri nomi noti che fanno parte della storia italiana del tempo.

Nonostante sia un libro uscito la prima volta nel 1991, è ancora attuale, e potrebbe essere benissimo visto come un saggio di storia sulla mafia ed il suo rapporto con lo stato italiano. E' singolare che sul finire dell'elaborato, Falcone tracci le motivazioni per le quali secondo lui sono stati uccisi coloro che hanno cercato di contrastare "Cosa nostra", e nel farlo spiega ignaro, non si sa fino a che punto, di quella che lo avrebbe portato alla tragica fine il 23 maggio del 1992.


Frasi del libro

"Cosa nostra segue l'evoluzione dei tempi anche nelle tecniche di uccisione."

"E' opinione comune che esiste una specie di gerarchia delle punizioni in base alla gravità delle mancanze commesse, e una classifica di violenze a seconda del livello di pericolo che la futura vittima presenta."

"Dobbiamo rassegnarci ad indagini molto più ampie; a raccogliere il massimo di informazioni utili e meno utili."

"Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno."

Il libro prima edito da Rizzoli, ora è distribuito da Mondadori




Comments


Post: Blog2_Post

Subscribe Form

Thanks for submitting!

©2020 di piume di pavone. Creato con Wix.com

bottom of page